La decisione di Apple di rinviare l’esperienza personalizzata di Siri al prossimo anno ha creato un vero e proprio terremoto interno. Secondo un recente report, il CEO Tim Cook avrebbe perso fiducia nella capacità del responsabile AI John Giannandrea di portare avanti lo sviluppo del progetto. La risposta? Una ristrutturazione radicale ai vertici e il passaggio di consegne al creatore del Vision Pro, Mike Rockwell.
Siri delude ancora, Apple cambia rotta

Apple aveva promesso di lanciare la nuova Siri personalizzata con iOS 18.4, ma i risultati tecnici non hanno superato l’80% di affidabilità, costringendo l’azienda a posticipare tutto al 2026. La mossa ha scatenato forti critiche da parte degli utenti e persino una class action, alimentata dal fatto che Apple avrebbe “obbligato gli utenti ad aggiornare i dispositivi” per una funzione che non ha mai visto la luce.
Mike Rockwell prende il comando
Per rimettere Siri in carreggiata, Apple ha deciso di affidare la guida del progetto a Mike Rockwell, attuale vicepresidente del Vision Products Group e figura chiave nello sviluppo del visore Vision Pro. Anche se quest’ultimo non ha ottenuto numeri di vendita eccezionali, Rockwell è stato lodato per le sue competenze tecniche avanzate.
“Rockwell è sempre stato critico verso Siri e ha proposto per anni idee per rivoluzionarla”, riferiscono fonti interne a Bloomberg.
Rockwell risponderà direttamente a Craig Federighi, capo del software Apple, mentre Giannandrea non lascerà l’azienda, ma sarà escluso dalla divisione Siri e si occuperà solo di ricerca e test sull’intelligenza artificiale.
Una nuova squadra per salvare Siri
Oltre a Rockwell, Apple ha già cominciato a spostare alcune pedine strategiche. Aimee Nugent, un’altra dirigente del team Vision, nota per “risolvere progetti complessi”, è stata trasferita nella squadra Siri. Questi cambiamenti permetteranno una valutazione approfondita prima che Rockwell prenda il pieno controllo.
Nel frattempo, la guida del team Vision Pro passa a Paul Meade, ex responsabile dell’ingegneria hardware del visore.
Riuscirà Apple a colmare il gap?
Con l’arrivo di ChatGPT, Gemini e altri assistenti intelligenti avanzati, Siri è rimasta indietro. Da anni è il “figlio problematico” di Apple, incapace di competere realmente nel panorama dell’AI conversazionale.
Ora, con Rockwell al timone, Cupertino punta a una rivoluzione completa dell’assistente vocale. Resta da vedere quando e come queste promesse si tradurranno in risultati concreti per gli utenti.
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